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07/03/2024

Donna e stitichezza: pre ciclo, gravidanza, menopausa e molto altro

Donne
stitichezza ciclo mestruale

La stitichezza cronica è un disturbo gastrointestinale molto comune, caratterizzato dalla difficoltà costante e quotidiana nell’evacuare e dalla sensazione di evacuazione incompleta.
Si tratta di un disturbo molto fastidioso che interessa principalmente la popolazione femminile. Perché? Scopriamolo insieme.

La stitichezza nelle donne: quando e come si ripresenta nelle fasi della vita?

La donna tende ad avere una predisposizione fisiologica maggiore alla condizione di stitichezza rispetto ai coetanei di sesso maschile, perché molti fattori che possono influenzare la motilità intestinale sono legati agli ormoni sessuali.
Infatti, la stipsi può interessare la donna in ogni fase della sua vita: pre ciclo, ciclo, età fertile, gravidanza e menopausa. Vediamo come si presenta la stitichezza in queste fasi e da cosa dipende la sua comparsa.

Perché quando ho il ciclo sono stitica? Stitichezza e ciclo

Se ti sei chiesta se esista una correlazione tra ciclo e regolarità intestinale, la risposta è sì! Infatti è proprio il ciclo mestruale a giocare un ruolo fondamentale nel determinare il transito intestinale femminile.
In generale, le donne sono più predisposte alla stipsi a causa delle variazioni ormonali che influenzano il transito intestinale. Infatti, la correlazione tra stipsi e ciclo è dovuta al fatto che durante la fase premestruale e mestruale, il corpo della donna assiste a un aumento di progesterone, un ormone che sembra causare una riduzione della motilità intestinale, portando a una maggiore difficoltà nella defecazione.
Soprattutto nelle donne con problemi di colon irritabile (IBS), le mestruazioni possono aumentare i sintomi di chi soffre di dolore addominale e flatulenza e peggiorare la stipsi.

Stitichezza in età fertile: succede a tutte?

Con l’arrivo del ciclo mestruale, le variazioni ormonali influenzano significativamente il transito intestinale. Infatti, con il ciclo il corpo femminile assiste alle oscillazioni di due tipi di ormoni che causano effetti opposti sull’intestino: da un lato gli estrogeni, che aumentano i movimenti intestinali; dall’altro il progesterone che rallenta il transito intestinale e riduce il numero delle evacuazioni.
Dopo circa 14 giorni dall’inizio del ciclo mestruale, si avvia il processo di ovulazione. La fase che va dall’ovulazione al ciclo successivo è denominata fase luteale o secretiva e può rendere difficoltoso il movimento intestinale a causa dell’aumento del livello di progesterone.

Gravidanza e stitichezza: esiste una correlazione?

Con il primo periodo di gravidanza, l’organismo femminile inizia a intraprendere cambiamenti necessari ad accogliere l’embrione. Questi cambiamenti naturali sono fondamentali per affrontare al meglio il periodo di gestazione, ma alcuni di questi possono favorire la comparsa della stitichezza. Purtroppo, in gravidanza la stipsi è quasi una costante che riguarda molte donne.
Nella maggior parte dei casi la stitichezza in gravidanza può essere causata da fattori ormonali e meccanici. Nel dettaglio, i fattori che possono facilitare la comparsa di stipsi durante la gravidanza sono:

  • Aumento del progesterone. Abbiamo ormai compreso l’esistenza di una correlazione tra il progesterone e la stitichezza. Il progesterone crea un effetto rilassante sui muscoli e serve a evitare contrazioni dell’utero, ma riduce le contrazioni anche dell’intestino, peggiorando la regolarità intestinale e rendendo le feci dure;
  • Minore capacità di assorbimento dei liquidi, che si verifica negli ultimi 3 mesi di gestazione e rende le feci dure. Per cercare di contrastare questo fattore, molti specialisti consigliano di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, così da mantenere un buon livello di idratazione e ammorbidire la massa fecale;
  • Meno spazio nell’addome: man mano che le dimensioni dell’utero aumentano, gli altri organi addominali possono essere compressi. In questo caso la stipsi peggiora perché il transito delle feci si fa sempre più difficile;
  • Possibile uso di medicinali che causano stitichezza: integratori a base di ferro o antiacidi favoriscono la stitichezza.

Per combattere la condizione di stipsi durante la gravidanza, è bene salvaguardare la propria salute e quella del bebè in arrivo. Per questo, è ancora più importante rivolgersi a uno specialista per individuare il trattamento adeguato che possa essere adatto al periodo di gestazione.

Stitichezza in menopausa: da cosa dipende?

In menopausa la carenza di estrogeni provoca alcuni cambiamenti, che riducono la capacità di digestione, come la riduzione della salivazione e degli acidi digestivi e le alterazioni della flora intestinale e dei meccanismi enzimatici.
Nella pratica, i cibi che ingeriamo durante la menopausa tendono a fermentare di più e a provocare la condizione di pancia gonfia. È come se l’attività del nostro intestino diventasse più lenta.
Inoltre, la situazione può peggiorare se cambiano le abitudini alimentari e se la vita si fa più sedentaria. In questi casi, è naturale che la regolarità dell’intestino ne risenta.
A tal proposito, non tutti sanno che la muscolatura del pavimento pelvico ha una grande importanza per una regolare attività intestinale. Col tempo la defecazione diventa difficile se questi muscoli si indeboliscono, o se ci sono altre complicazioni come emorroidi o ragadi.

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Cosa non fare con la stitichezza: errori comuni

Il transito intestinale nella donna è un meccanismo delicato. Sollecitazioni esterne più o meno forti rischiano di alterare questo equilibrio e, nel medio periodo, di favorire la stipsi anziché risolverla.
Se pensi di soffrire di stitichezza puoi parlarne con il tuo medico, che saprà aiutarti, spiegando quali sono gli stili di vita scorretti e i comportamenti sbagliati che favoriscono la comparsa del disturbo intestinale. Qui inseriamo una guida con gli errori più comuni da non commettere in caso di stitichezza.

Credere di essere stitica: a chi non è mai capitato?

La stitichezza è un disturbo intestinale serio, che spesso può aver bisogno di un parere medico, anche nel momento di diagnosi. Infatti, non basta percepire un senso di pienezza e non andare in bagno tutti i giorni per poter dire di soffrire di stitichezza. Esistono criteri ben precisi per definire questo disturbo, che possono essere individuati solo grazie al supporto medico.
Sono molte le donne che per andare in bagno ricorrono ad “aiuti” di varia natura pur non avendone bisogno. Questa abitudine può avere conseguenze molto dannose per la salute psicofisica, creando una sorta di dipendenza psicologica da questi rimedi fai-da-te, utilizzati senza controllo medico. Per questo, ribadiamo l’importanza di rivolgerti a uno specialista e seguire un trattamento specifico.

Uso indiscriminato di rimedi naturali e lassativi, meglio evitare

Tisane, rimedi di erboristeria, prodotti miracolosi consigliati dall’amica del cuore a trovati su internet: i prodotti anti-stipsi sono moltissimi. Ma occorre prestare attenzione: come già anticipato, il fai-da-te può essere molto dannoso.
Per evitare spiacevoli conseguenze, la scelta di rimedi naturali o lassativi non deve essere sottovalutata e deve avvenire con l’aiuto del proprio medico o farmacista.

Convivere con la stipsi

Spesso, a causa della reticenza nel parlare di questo disturbo con i medici, molte donne si abituano a convivere con la stipsi. Questo, però, non fa altro che peggiorare la situazione della donna che, non parlando del problema intestinale con una figura specializzata, contribuisce a ritardare la diagnosi e il trattamento della stipsi.

Alimentazione frettolosa e soppressione dello stimolo

La corretta alimentazione è il primo vero impegno quotidiano che può prevenire e migliorare la stipsi. A volte la fretta può ostacolare l’adozione di una dieta alimentare sana. Consumare spesso pasti veloci e poveri di alimenti freschi ricchi di nutrienti sani influisce negativamente sulla regolarità intestinale.
Oltre a facilitare il consumo di alimenti pronti, la fretta può comportare anche problemi legati alla soppressione dello stimolo dovuta all’impossibilità di ascoltare il proprio intestino quando questo ha bisogno di evacuare. Per esempio, se pensiamo alle donne che lavorano e viaggiano, è facile capire quali difficoltà possono incontrare nella loro vita frenetica:

  • cambiare spesso luogo senza poter stabilire una corretta routine per andare in bagno;
  • mangiare in fretta e fuori casa;
  • doversi adattare ad alimenti dannosi per il proprio equilibrio intestinale.

Questi fattori sono molto ricorrenti nelle nostre vite piene di impegni, ma sono nemici della regolarità dell’intestino. Per questo, i professionisti della salute consigliano di seguire una dieta alimentare ricca di fibre e alimenti preziosi per il nostro intestino e di provare a costruire una routine in cui dedicare un momento al transito intestinale.

Trattamento non adeguato dopo la gravidanza

Come abbiamo visto, durante la gravidanza può insorgere la difficoltà di evacuazione. Se questa condizione non viene trattata, può succedere che il disturbo si possa instaurare e cronicizzare. Questo accade soprattutto se la stitichezza è accompagnata da emorroidi o ragadi, altre conseguenze frequenti della gravidanza e del parto.

Conseguenza della stitichezza cronica

Tra le conseguenze più importanti della stitichezza cronica sulla vita delle donne c’è da considerare il fattore emotivo: le donne che soffrono di stipsi vivono un disagio costante nei confronti della loro condizione. Inoltre, un generale rallentamento della funzione intestinale può sottrarre lucidità, creatività e concentrazione rendendo difficili le attività quotidiane, lavorative, sociali.
A ciò si aggiungono le complicanze legate alla sfera delle comorbidità, ossia tutti quei disturbi correlati alla stitichezza cronica. Infatti, anche a causa della vicinanza anatomica dell’intestino ad altri organi situati nell’addome e nella zona pelvica (ovaie, vescica, uretra e utero), le donne che soffrono di stipsi cronica sono predisposte a disturbi ginecologici.

Cistiti e vaginiti ricorrenti

È provato che il benessere della salute intima femminile sia strettamente legato allo stato del microbiota intestinale: una variazione nella composizione batterica, oltre a disturbare la normale funzionalità intestinale e a indebolire le difese, potrebbe favorire il passaggio di agenti infettivi, ad esempio Candida, dall’intestino agli organi confinanti, come la vagina e la vescica.

Dolore e vita sessuale

Quando l’intestino non si svuota correttamente, l’accumulo di feci soprattutto nella sua parte terminale riduce lo spazio nell’addome e preme sugli organi vicini. Questo spiega la presenza di dolore in corrispondenza delle ovaie, della vescica, dell’utero e del retto. Non solo: alcune donne con stipsi cronica possono provare dolore durante i rapporti sessuali.
Di seguito, ecco un breve riepilogo delle possibili conseguenze della stipsi sulla salute femminile:

  • Cistiti ricorrenti e alterazione della funzione urinaria;
  • Infezioni vaginali;
  • Alterazioni funzionali del pavimento pelvico;
  • Disturbi dolorosi dell’apparato genitale (vaginismo, spasmi muscolari, alterata percezione sensoriale, neuropatie);
  • Emorroidi.

Cosa fare per la stitichezza? Rimedi per contrastarla

Generalmente il trattamento della stitichezza prevede alcuni rimedi che si concentrano sulla stimolazione dei movimenti intestinali e sul sollievo dei sintomi, al fine di ripristinare il benessere gastrointestinale della persona. Per individuare il trattamento mirato alle esigenze specifiche, è necessario il consiglio di un medico o del farmacista.
In generale, esistono alcune buone abitudini di comportamento che è possibile seguire per prevenire la stipsi e favorire un transito intestinale più regolare. Queste comprendono la dieta alimentare e lo stile di vita. Vediamo meglio di cosa stiamo parlando

Cosa mangiare con la stitichezza

Per trattare la condizione di stitichezza occorre prima di tutto analizzare, e quando necessario modificare, i comportamenti alimentari, che influenzano i meccanismi di transito nell’intestino.
il transito intestinale si verifica grazie a un movimento involontario definito peristalsi, direttamente condizionato dal volume delle feci. Maggiore è il volume e la consistenza delle feci, tanto più le contrazioni saranno frequenti ed efficaci. Scegliere quali cibi inserire nella propria dieta è molto importante perché alcune pietanze permettono di aumentare il volume delle feci e, di conseguenza, di facilitare il transito intestinale.
Sono tre i fattori collegati all’alimentazione che possono risultare determinanti per migliorare la regolarità intestinale:

  • assunzione di fibre: un giusto apporto di fibra alimentare agevola i movimenti dell’intestino e aumenta il volume delle feci;
  • adeguato consumo di acqua: è bene berne durante l’intera giornata, frequentemente e in piccole dosi, in una quantità variabile fra 1,5-2 litri al giorno;
  • buone condizioni della flora batterica.

Tra gli alimenti utili in caso di stitichezza troviamo: avena o cereali integrali, verdure, miele, legumi, frutta, latte, pane integrale, prugne secche. Ma anche: more, uva, fichi, liquirizia, pesche, patate, kiwi, cibi ricchi di fibra (semi di lino, avena, farro). Si tratta di alimenti che favoriscono la regolarità intestinale.
Mentre, per quanto riguarda i cibi da evitare in caso di stitichezza, troviamo gli alimenti che hanno un effetto astringente, come: limoni, riso, nespole, banane, mele, mirtilli, tè.

Attività fisica per combattere la stitichezza

Uno stile di vita non sedentario può contribuire alla difficoltà di transito intestinale. Infatti, per prevenire la stipsi e per facilitare il movimento intestinale, molti specialisti consigliano di svolgere un’attività fisica con regolarità.
Oltre ai benefici che apporta sul benessere mentale, lo sport innesca una serie di benefici sull’organo intestino, ad esempio grazie al movimento delle fasce muscolari dell’addome. Non importa che sia un’attività sportiva intensa: per godere dei benefici e ristabilire l’equilibrio intestinale, basta una lunga passeggiata ogni giorno.

Quando allarmarsi in caso di stitichezza

Le cause che determinano la stipsi possono essere complesse e numerose e il disturbo può essere sintomo di patologie che vanno individuate con tempestività. Occorre quindi prendersi cura del proprio intestino e ripristinarne la regolarità, attraverso una alimentazione corretta, una buona idratazione e un buon equilibrio della flora batterica intestinale che favorisce l’elaborazione dei nutrienti e la produzione di molecole utili e preserva l’integrità della mucosa intestinale.
Sebbene, spesso, la stitichezza possa risolversi grazie a piccoli accorgimenti, può succedere anche che questo disturbo segnali la presenza di condizioni più gravi. Per questo, se soffri di stitichezza cronica, ti consigliamo di rivolgerti al medico per individuare un trattamento specifico che possa ristabilire il tuo benessere intestinale.

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